﻿{"id":754,"date":"2023-01-12T09:16:07","date_gmt":"2023-01-12T08:16:07","guid":{"rendered":"https:\/\/ambriad.esteri.it\/?page_id=754"},"modified":"2023-01-12T14:32:00","modified_gmt":"2023-01-12T13:32:00","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambriad.esteri.it\/it\/italia-e-arabia-saudita\/rapporti-politici\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia \u00e8 stata tra i primi paesi a stabilire rapporti diplomatici con l\u2019Arabia Saudita, a seguito della fondazione del Regno nel 1932. A fronte del riconoscimento italiano del Regno e della firma di un Trattato bilaterale di amicizia, fu aperta la prima Rappresentanza diplomatica italiana a Gedda. Gi\u00e0 nello stesso 1932, ebbe luogo la prima visita ufficiale da parte di un esponente della Corte saudita con l\u2019allora Principe Faisal Bin Abdulaziz Al Saud (futuro Re dal 1964 al 1975), che si rec\u00f2 a Roma per lo scambio delle ratifiche del Trattato di amicizia. Una seconda visita segu\u00ec nel 1935, guidata dal Principe Ereditario Saud, con l\u2019obiettivo di stabilire accordi nel settore aeronautico e ricercare intese in campo automobilistico. Erano del resto gli anni in cui l\u2019Italia fascista ricercava un\u2019apertura diplomatica verso il contesto arabo e tentava di alimentare in funzione anti-britannica l\u2019interesse con cui i movimenti nazionalisti mediorientali e le nascenti monarchie, come quella saudita, guardavano all\u2019Italia.<\/p>\n<p>Con lo scoppiare della seconda guerra mondiale, tuttavia, i rapporti diplomatici tra i due paesi si interruppero sotto la pressione dell\u2019Impero britannico, che manteneva una presa politica e militare su tutto il quadrante del Golfo persico. Furono ristabiliti nel 1947 in quanto, nelle parole del Re saudita Abdulaziz, l\u2019Italia era un Paese verso il quale l\u2019Arabia Saudita aveva sempre &#8220;alimentato sentimenti di sincera amicizia&#8221;.<\/p>\n<p>Nel 1951 \u00e8 stata aperta la Rappresentanza diplomatica saudita a Roma e si instaurarono rapporti economico-commerciali, che al loro inizio furono caratterizzati dalla fornitura a dono di sei aeroplani Caproni, l\u2019avvio di esportazioni alimentari e l\u2019ipotesi di introdurre nel regno automobili e veicoli industriali Fiat. In uno scenario internazionale profondamente mutato, con l\u2019emergere del mondo bipolare ed il crescente partenariato tra Arabia Saudita e gli Stati Uniti legato allo sfruttamento dei giacimenti petroliferi, si consolid\u00f2 l\u2019interscambio italo-saudita lungo un binario, tuttora operativo, contraddistinto da una significativa importazione di petrolio ed esportazione di macchinari strumentali per l\u2019industria e la produzione di beni di consumo.<\/p>\n<p>Negli anni sessanta e settanta la volatilit\u00e0 internazionale nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, scossi dalle guerre arabo-israeliane, ha indotto &#8211; per motivi delicati e complessi derivanti tra l\u2019altro dalla necessit\u00e0 di garantire la sicurezza e l&#8217;approvvigionamento energetico dell&#8217;Italia \u2013 i Governi italiani a perseguire una politica di attento equilibrio tra i vari attori e a promuovere iniziative di dialogo per la stabilit\u00e0 della regione. Fu in quegli anni Aldo Moro a porsi come principale promotore della \u201cdiplomazia dell\u2019amicizia\u201d intesa come modello italiano di relazioni con il mondo arabo, fondato sulla cooperazione paritaria e sul reciproco rispetto, scevro da pregiudizi politici, ideologici e religiosi.<\/p>\n<p>Negli anni ottanta e novanta, Italia e Arabia Saudita svilupparono visioni convergenti riguardo la risoluzione delle crisi, che in quel periodo attanagliarono il Medio Oriente, dal conflitto tra Iraq e Iran all\u2019instabilit\u00e0 in Libano, fino alla prima guerra del Golfo, quando i due Paesi parteciparono entrambi alla coalizione internazionale per rispingere l\u2019invasione del Kuwait da parte dell\u2019Iraq. Da qui si svilupp\u00f2 una cooperazione pi\u00f9 stretta a livello diplomatico, militare ed economico, che port\u00f2 alla firma di un Memorandum d\u2019Intesa a Riad nel 2000, in base al quale le relazioni tra i due Paesi furono impostate in un quadro di regolari e strutturate consultazioni.<\/p>\n<p>Con il nuovo millennio ed i tragici attentati contro gli Stati Uniti dell&#8217;11 settembre 2001, si \u00e8 assistito ad una reimpostazione dei rapporti con i partner del Medio Oriente e con l\u2019Arabia Saudita nel solco della quale una fondamentale importanza \u00e8 stata attribuita alla cooperazione nel campo della lotta al terrorismo e all\u2019estremismo di matrice jihadista. In questo contesto, l\u2019Arabia Saudita ha continuato ad apprezzare l\u2019equilibrio di vedute che ha marcato la diplomazia italiana, rispetto ad esempio al conflitto israelo-palestinese, e la postura costruttiva con il dispiegamento di contingenti militari a sostegno della stabilizzazione dell\u2019Iraq, del Libano e dell\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p>L\u2019intreccio di relazioni tra i due Paesi continua ad alimentarsi anche grazie alla presenza della comunit\u00e0 italiana, storicamente radicata a Gedda, ove vi \u00e8 anche una scuola italiana, e alla costante crescita di investimenti in Arabia Saudita da parte di importanti attori economici italiani, non pi\u00f9 solo limitati al settore degli idrocarburi e dell\u2019infrastrutture energetiche ma anche al campo dell\u2019ingegneria civile, sanit\u00e0, moda e ristorazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Italia \u00e8 stata tra i primi paesi a stabilire rapporti diplomatici con l\u2019Arabia Saudita, a seguito della fondazione del Regno nel 1932. 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