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Domande frequenti

 

Domande frequenti

 

 


VIVERE IN ARABIA SAUDITA
Cosa posso fare se il mio visto saudita scade durante la permanenza nel Paese?
L’Ambasciata d’Italia non è competente per la richiesta di rinnovo di visto presso le autorità saudite. Il rinnovo deve essere richiesto necessariamente dallo sponsor saudita.

L’Arabia saudita riconosce la doppia cittadinanza?
Le autorità saudite non riconoscono la doppia cittadinanza e normalmente ritirano il passaporto italiano dei connazionali che ottengono la nazionalità saudita. Ciò non comporta la perdita della cittadinanza italiana, ed i nostri uffici consolari provvedono di norma alla restituzione del passaporto ai connazionali e, a fronte di apposita richiesta, all'emissione di un visto d'ingresso Schengen di lunga durata sul passaporto saudita degli interessati.

Che cosa comporta il sistema della Sponsorship?
Ogni straniero che intende svolgere attività lavorativa in Arabia Saudita deve di norma ottenere un visto d’ingresso tramite uno Sponsor. Gli Sponsor sauditi spesso trattengono il passaporto dei lavoratori, impedendo loro di lasciare il Paese. Il lavoratore non può lasciare l’Arabia Saudita senza il consenso del proprio Sponsor che deve a tal fine restituirgli il passaporto e richiedere l'apposito visto di uscita o uscita/re-ingresso. Gli uffici consolari italiani assistono i lavoratori che si trovano in difficoltà nel lasciare il Paese, fatti salvi gli obblighi contrattuali che essi hanno sottoscritto.

Quali sono le principali regole da osservare nel quotidiano in Arabia Saudita?
Le donne straniere in Arabia Saudita sono tenute a coprire le fattezze del corpo (e talvolta anche il capo) con una larga tunica nera chiamata abaya e non possono guidare. Gli uomini devono vestire con decenza, coprendo di regola le gambe ed il torso.Vi è divieto assoluto di promiscuità di genere: una donna può circolare esclusivamente con il padre, il fratello, il figlio, il marito. È ammesso il ricorso ad autisti, ma la donna deve sedere nel sedile posteriore. Vi è divieto di manifestare pubblicamente un credo religioso diverso dall’Islam (o l’ateismo). Durante le cinque ricorrenze quotidiane della preghiera rituale tutti gli esercizi commerciali e gli uffici pubblici chiudono per circa mezz’ora.In Arabia Saudita sono considerati gravi reati l'importazione, la produzione, il possesso ed il consumo di bevande alcoliche, l'uso ed il traffico di droga, il possesso di materiale pornografico (che include anche materiale ritenuto ingenuo in occidente, come riviste o cataloghi commerciali), l'omosessualità, la molestia sessuale, la promiscuità di genere, la pedofilia (coloro che commettono all'estero reati contro i minori come abusi sessuali, sfruttamento, prostituzione, secondo la legge italiana, vengono comunque perseguiti al rientro in Italia). Le pene sono particolarmente gravi e possono includere la mutilazione, la fustigazione in pubblico, l'espulsione dal paese e la pena di morte (in particolare per il traffico di droga, l'omosessualità, la molestia sessuale).

Vi sono speciali limitazioni per le donne in Arabia Saudita?
Le donne straniere in Arabia Saudita sono tenute a coprire le fattezze del corpo (e talvolta anche il capo) con una larga tunica nera chiamata abaya ed è fatto loro divieto di guidare. Vige inoltre un divieto assoluto di promiscuità di genere: una donna può circolare esclusivamente con il padre, il fratello, il figlio, il marito. È ammesso il ricorso ad autisti, ma la donna deve sedere nel sedile posteriore.

Cosa succede in caso di violazione del codice della strada o di incidente stradale?
Si raccomanda ai guidatori di rispettare scrupolosamente la normativa stradale al fine di limitare i rischi di incidenti ed evitare controversie con la polizia locale. Va infatti tenuto presente che in casi d'infrazione al codice stradale, o anche di mero coinvolgimento in incidenti stradali per i quali non si ha colpa, gli interventi delle Rappresentanze diplomatico/consolari non impediscono che i cittadini italiani, così come i locali, vengano trattenuti da un minimo di 24 ore ad alcuni giorni in stato di fermo in cella. Le Autorità saudite, per migliorare le condizioni di sicurezza stradale nel Regno, hanno recentemente inasprito la normativa in materia con maggiori controlli e fermi inflitti agli automobilisti che non rispettano le principali regole (stop, limiti di velocità, ecc.).In caso di fermi, si raccomanda di informare immediatamente il proprio garante saudita ("Sponsor") e l'Ambasciata (tel. 011 488 1212 durante l'orario d'ufficio, 0505254792 oltre l'orario d'ufficio) o il Consolato Generale a Gedda (tel. 012 6421451/2 durante l’orario d’ufficio, 0506678310 oltre l’orario d’ufficio).

Occorre vaccinarsi per recarsi in Arabia Saudita?
Non sono previste vaccinazioni obbligatorie. Per chi si recasse, durante il periodo del grande pellegrinaggio rituale (Hajj), nelle città vicine alla Mecca, come Gedda, è consigliabile, previo parere medico, la vaccinazione contro la meningite e l'epatite virale.La malaria è una malattia endemica presente nelle pianure sud-occidentali del Regno, in particolare nella regione di Jizan, che si estende fino alle aree rurali intorno a Gedda.Si segnala infine la periodica comparsa di focolai di febbre emorragica Dengue nella regione occidentale del Paese (zona di Gedda).

Qual è il livello delle strutture sanitarie saudite?
Le strutture sanitarie ed ospedaliere saudite sono al livello di quelle occidentali. Ci sono numerosi ospedali privati a pagamento immediato per i viaggiatori temporanei. Si consiglia avere una polizza assicurativa internazionale adeguata che preveda oltre alla copertura delle spese sanitarie anche l'eventuale il rimpatrio o trasferimento aereo del malato in altro Paese.

La patente internazionale è riconosciuta in Arabia Saudita?
Si  (modello convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968).

Qual è il livello della rete stradale e della circolazione in Arabia Saudita?
La rete stradale e le relative infrastrutture sono di buon livello. La rete principale di collegamento tra i centri abitati è al livello di quelle occidentali. Il Regno è collegato tramite rete stradale con i Paesi confinanti. Esistono collegamenti autobus regolari che sono generalmente utilizzati dai numerosi lavoratori asiatici residenti nel paese. Fuori dai principali centri metropolitani la segnaletica, basata su quella internazionale, è prevalentemente in lingua araba.  

Quali sono le procedure per entrare in Arabia Saudita?
Per entrare in Arabia Saudita è necessario un visto d’ingresso. Si suggerisce di rivolgersi all’Ambasciata del Regno dell’Arabia Saudita in Roma per ogni informazione in proposito: Via G.B. Pergolesi, 9, Roma -  00198, Tel: 06 844 851 - Fax: 06 855 1781, sito internet www.arabia-saudita.it.

Cosa bisogna fare in caso di furto o smarrimento del passaporto?
Bisogna denunciare il fatto alle autorità locali, informare il proprio garante (“Sponsor”) e rivolgersi immediatamente all’Ambasciata. Se la persona è iscritta all’AIRE ed il passaporto è stato rilasciato dall’Ambasciata sarà emesso a vista un nuovo libretto mentre se l’interessato è solo di passaggio in Arabia Saudita sarà necessario richiedere alla Questura  o Consolato competente, la delega al rilascio di un nuovo libretto.

Gli uffici consolari italiani effettuano traduzioni?
No, gli uffici consolari si limitano a certificare la conformità agli originali di traduzioni effettuate dagli interessati o da traduttori.

I documenti sauditi sono validi in Italia? (legalizzazione)
Si, previa legalizzazione dei documenti da parte degli uffici consolari. A tal fine, i documenti in questione devono essere prima legalizzati dal Ministero degli Affari Esteri saudita.



AUTOCERTIFICAZIONE
Cosa si intende per “autocertificazione” e da quali norme è regolata in Italia?
Per "autocertificazione" si intende “la certificazione prodotta dall’interessato in sostituzione della normale certificazione” (art.2, legge. .15/1968), e rappresenta cioè la possibilità per il cittadino di fornire le stesse notizie presenti in un registro pubblico in modo più semplice e con meno oneri. Le norme sulle autocertificazioni sono contenute nella legge n.15/1968 (art. 2) e sono poi state raccolte nel più recente DPR 8/12/2000 n. 445 ("Testo Unico in materia di documentazione amministrativa"), che ha ridefinito ed esteso il campo di applicabilità delle dichiarazioni sostitutive di certificati.

Chi può avvalersi della possibilità di fornire autocertificazioni?
La possibilità di avvalersi dell’autocertificazione è concessa a tutti i cittadini italiani e dei Paesi europei. La facoltà di avvalersi di dichiarazioni sostitutive è stata estesa anche ai cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia (art. 2 del D.P.R. 403/98) limitatamente ai dati verificabili o certificabili in Italia da soggetti pubblici.

In quali casi può essere utilizzata l’autocertificazione?
L’autocertificazione e le dichiarazioni sostitutive possono essere utilizzate nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i concessionari e i gestori di pubblici servizi. Non possono invece essere utilizzate nei rapporti tra i privati, salvo che gli stessi non vi acconsentano, e davanti all’autorità giudiziaria nello svolgimento di funzioni giurisdizionali.

Quali certificati possono essere sostituiti dall’autocertificazione?
L’autocertificazione può essere sostitutiva di normali certificazioni e atti notori.Secondo la legge n. 15/1968, si può ricorrere all’autocertificazione nei seguenti casi:

  • data e luogo di nascita;
  • la residenza;
  • la cittadinanza;
  • il godimento dei diritti politici;
  • lo stato di celibe, coniugato o vedovo;
  • lo stato di famiglia;
  • l'sistenza in vita;
  • la nascita del figlio;
  • il decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente;
  • la posizione agli effetti degli obblighi militari;
  • l'iscrizione in albi o elenchi tenuti dalla Pubblica Amministrazione.

Grazie al D.P.R. n. 445/2000, sono state introdotte nuove norme che allargano il numero dei casi per cui è possibile ricorrere all’autocertificazione:

  • titoli di studio acquisiti;
  • qualifiche professionali;
  • esami sostenuti universitari e di stato;
  • titoli di specializzazione;
  • titoli di abilitazione;
  • titoli di formazione;
  • titoli di aggiornamento;
  • titoli di qualificazione tecnica;
  • situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione di benefici e vantaggi di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali;
  • assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare;
  • codice fiscale o partita IVA;
  • qualsiasi dato dell’anagrafe tributaria;
  • stato di disoccupazione;
  • qualità di pensionato e categoria di pensione;
  • qualità di studente;
  • qualità di casalinga;
  • qualità legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
  • iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;
  • adempimento o meno degli obblighi militari compresi quelli di cui all’art. 77 del D.P.R. n. 237/64 come modificato dall’art. 22 della legge 958/86;
  • assenza di condanne penali;
  • qualità di vivenza a carico;
  • tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile.


Come si può fare la dichiarazione sostitutiva di certificati?
La dichiarazione sostitutiva delle normali certificazioni si può fare scrivendo su carta semplice e firmando sotto la propria ed esclusiva responsabilità (non è necessario firmare davanti all’impiegato) o compilando dichiarazioni sostitutive. Inoltre, è possibile trasmettere documenti, atti e certificati per fax, per porta o mezzo telematico e informatico, alle Amministrazioni Pubbliche.

Quali sono i casi in cui è possibile ricorrere all’autocertificazione?
Gli interessati possono ricorrere all’autocertificazione per tutti gli stati, fatti e qualità personali che non siano certificabili da parte di una pubblica amministrazione, mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000. Inoltre, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà può riguardare anche circostanze relative ad altri soggetti e di cui il dichiarante abbia diretta conoscenza, nonché la possibilità di attestare la conformità all’originale di una pubblicazione.

Come si può fare la dichiarazione sostitutiva di atti notori?
La dichiarazione sostitutiva di atti notori può essere fatta dichiarando fatti, stati o qualità personali a diretta conoscenza dell’interessato dinanzi al funzionario competente a ricevere la documentazione, o dinanzi a un notaio, cancelliere, segretario comunale o altro funzionario incaricato dal sindaco. Qualora si tratti di stati, fatti e qualità personali certificabili o attestabili da parte di un altro soggetto pubblico e l’amministrazione ritenga necessario controllare la veridicità delle dichiarazioni, ha a disposizione 15 giorni di tempo dalle dichiarazioni per richiedere la necessaria documentazione.

Qual è la validità delle dichiarazioni sostitutive di normali certificazioni e di atti notori?
Le dichiarazioni sostitutive hanno la stessa validità degli atti che sostituiscono. Normalmente i certificati hanno validità per sei mesi dalla data in cui sono stati rilasciati, salvo che norme di legge o regolamentari non dispongano una validità superiore. La validità delle certificazioni anagrafiche e quelle relative allo stato civile è prolungabile se l’interessato dichiara che i dati contenuti nel certificato non hanno subito modifiche e sottoscrive tale dichiarazione. Hanno validità illimitata, invece, i certificati e le dichiarazioni sostitutive che attestano stati fatti personali che non sono soggetti a modificazioni ( certificati di nascita, di morte, titoli di studio, ecc.).

Ci sono dei casi in cui è ammessa SOLO l’autocertificazione?
L’utilizzo ESCLUSIVO dell’autocertificazione è previsto nei casi in cui occorrano:

  • certificati, estratti e attestati da presentare per le iscrizioni nelle scuole e università;
  • certificati, estratti e attestati da presentare, a qualsiasi titolo, negli uffici della motorizzazione civile;
  • certificati ed estratti ricavabili dai registri dello stato civile e dai registri demografici richiesti dai comuni per i procedimenti di loro competenza.


Quali sono i casi in cui l’autocertificazione non è MAI ammessa?
La possibilità di avvalersi dell’autocertificazione NON E’ MAI AMMESSA per i certificati:

  • medici;
  • sanitari;
  • veterinari;
  • di origine;
  • di conformità all’Ue;
  • marchi;
  • brevetti.


Quali sono i casi in cui la Pubblica Amministrazione NON PUO’ più chiedere certificazioni ai cittadini?
Nel caso in cui si debba certificare i dati relativi a cognome, nome, luogo e data di nascita, cittadinanza, stato civile e residenza, la Pubblica Amministrazione non può più chiedere certificazioni ma è sufficiente l’esibizione di un documento di riconoscimento. La registrazione dei dati avviene attraverso la fotocopia non autenticata del documento stesso. Se il documento non è più valido, l’interessato deve dichiarare, in margine alla fotocopia, che i dati contenuti nel documento non sono variati dalla data del rilascio.

È necessario autenticare le autocertificazioni?
Nelle dichiarazioni sostitutive di certificazioni non è prevista l’autentica della firma. L’autentica con le modalità tradizionali rimane per le dichiarazioni rivolte ai privati e per le domande che riguardano la riscossione di benefici economici (pensioni, contributi, etc…) da parte di terze persone.

Cosa succede per chi non è in grado di firmare la dichiarazione sostitutiva?
Gli impiegati delle Pubbliche Amministrazioni devono accettare l’autocertificazione di chi non sa o non può firmare, ma è in grado di intendere e di volere, dopo averne accertata l’identità. L’autocertificazione di chi ha un temporaneo impedimento per problemi di salute, è resa dal coniuge o, in sua assenza, dai figli o, in mancanza di questi, da altro parente fino al terzo grado davanti ad un pubblico ufficiale che deve accertare l’identità della persona.

Quali sono le sanzioni per i cittadini che forniscono dichiarazioni non veritiere?
Se le amministrazioni hanno dubbi sulla veridicità delle autocertificazioni, sono tenute a effettuare i controlli necessari. Nel caso vengano riscontrate dichiarazioni mendaci, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi sono puniti ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. Il dichiarante inoltre decade dai benefici eventualmente conseguiti da provvedimenti sulla base di dichiarazioni non veritiere.

Quali sono le sanzioni per gli impiegati che non accettano l’autocertificazione e come possono reagire i cittadini di fronte a questa evenienza?
I pubblici ufficiali o gli impiegati dell’ufficio pubblico che non ammettono l’autocertificazione o la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà nei casi consentiti, violano i doveri d’ufficio e possono incorrere nelle sanzioni previste dal Codice penale per omissione o rifiuto di atti d’ufficio, nonché nelle sanzioni disciplinari. La stessa violazione si presenta anche nel caso in cui i dipendenti richiedano un certificato laddove è sufficiente l’autocertificazione. In caso di rifiuto dell’autocertificazione, i cittadini devono accertarsi di chi è il responsabile della pratica e chiedere per iscritto le ragioni del mancato accoglimento, inviando la richiesta anche al Comitato Provinciale della Pubblica Amministrazione presso la Prefettura della Provincia nel cui territorio ha sede l’ufficio che rifiutato l’autocertificazione. Se entro trenta giorni dalla data della richiesta il pubblico ufficiale o il dipendente incaricato non compie l’atto o non risponde per motivare le ragioni del ritardo o rifiuto, si creano i presupposti per le sanzioni penali che prevedono la reclusione sino a due anni o la multa sino a mille euro, nonché per le sanzioni disciplinari.

Documenti di riconoscimento e di identità: cosa cambia?
All’art. 35 viene chiarito che in tutti i casi in cui nel testo unico viene richiesto un documento di identità esso può essere sostituito da un documento di riconoscimento equipollente. Sono equipollenti alla carta di identità:

  • Il passaporto
  • La patente di guida
  • La patente nautica
  • Il libretto di pensione
  • Il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici
  • Il porto d’armi
  • Le tessere di riconoscimento rilasciate da un’Amministrazione dello Stato, purchè munite di fotografia e di timbro o altra segnatura equivalente.

L’art. 35 inoltre prevede che nel caso il documento sia scaduto possa essere ugualmente esibito, con una dichiarazione dell’interessato sulla fotocopia del documento che i dati in esso contenuti non sono cambiati.  



CITTADINANZA
Cosa si intende per "cittadinanza italiana"?
La cittadinanza italiana si basa sul principio dello "ius sanguinis" (diritto di sangue), per il quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è italiano; tuttavia è da tener presente che la madre cittadina trasmette la cittadinanza ai figli minori solo a partire dal 1.1.1948, per effetto di una specifica sentenza della Corte Costituzionale. Attualmente, la cittadinanza italiana è regolata dalla legge n. 91 del 5.12.1992 che, in contrasto con la legge precedente, rivaluta il peso della volontà individuale nell’acquisto e nella perdita della cittadinanza e riconosce il diritto alla titolarità contemporanea di più cittadinanze, fatte salve le diverse disposizioni previste da accordi internazionali, come recita il 3° comma dell’art.26 della legge n.91/92. (v. al riguardo Convenzione di Strasburgo del 06.05.1963 sulla riduzione dei casi di cittadinanza plurima).

Come si acquista la cittadinanza italiana?
MODALITA’ DI ACQUISTO AUTOMATICHE

  1. Per filiazione
  2. Per nascita sul territorio italiano
    • in ogni caso in cui i genitori siano ignoti o apolidi o non trasmettano la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato al quale essi appartengono;
    • nel caso in cui il figlio di ignoti venga trovato abbandonato in territorio italiano e non si riesca a determinarne lo status civitatis.
  3. Per riconoscimento di paternità o maternità, durante la minore età del figlio (nel caso in cui il figlio riconosciuto sia maggiorenne, è necessaria la elezione di cittadinanza da parte di quest’ultimo entro un anno dal riconoscimento stesso)
  4. Per adozione sia che il minore straniero sia adottato da cittadino italiano mediante provvedimento dell’Autorità Giudiziaria italiana, sia nel caso in cui l’adozione venga pronunciata all’estero e resa efficace in Italia con ordine (emanato dal Tribunale per i minorenni) di trascrizione nei Registri dello Stato Civile. Se l’adottato è maggiorenne, può acquistare la cittadinanza italiana per naturalizzazione, decorso un periodo di residenza legale in Italia di 5 anni successivamente all’adozione (vedi in Modalità d’acquisto a domanda: Naturalizzazione)


MODALITÀ D'ACQUISTO A DOMANDA

  1. Dichiarazione di volontà dell’interessato - Se lo straniero è discendente da cittadino italiano per nascita (fino al 2° grado) può ottenere la cittadinanza se (in alternativa):
    • svolge il servizio militare nelle Forze Armate Italiane;
    • assume un impiego pubblico alle dipendenze dello Stato, anche all’estero;
    • risiede legalmente in Italia da almeno due anni al raggiungimento della maggiore età.
    Se lo straniero è nato sul territorio italiano può ottenere la cittadinanza se risiede legalmente ed ininterrottamente in Italia dalla nascita fino al raggiungimento della maggiore età.
  2. Matrimonio con cittadino\a italiano\a - Requisiti:
    • residenza legale in Italia per un periodo di almeno sei mesi dopo il matrimonio oppure tre anni di matrimonio se residenti all’estero;
    • validità del matrimonio;
    • assenza di condanne penali;
    • assenza di impedimenti connessi alla sicurezza nazionale. La domanda di acquisto della cittadinanza va indirizzata al Ministro dell’Interno e va presentata alla Prefettura della Provincia di residenza, se la residenza è in Italia, o all’Autorità diplomatico-consolare, se la residenza è all’estero.
  3. Naturalizzazione - Requisiti:
    • dieci anni di residenza legale;
    • reddito sufficiente;
    • assenza di precedenti penali;
    • rinuncia alla cittadinanza d’origine (ove prevista). Il numero di anni può essere abbreviato a:
    • tre anni di residenza legale per i discendenti di ex cittadini italiani per nascita fino al secondo grado e per gli stranieri nati sul territorio italiano;
    • quattro anni di residenza legale per i cittadini di uno Stato appartenente alle Comunità Europee;
    • cinque anni di residenza legale per gli apolidi e i rifugiati, così come per gli stranieri maggiorenni adottati da cittadini italiani;
    • sette anni di residenza legale per l’affiliato da cittadino italiano;
    • non è richiesto alcun periodo di residenza per gli stranieri che hanno prestato servizio allo Stato per un periodo di almeno cinque anni, anche all’estero. La domanda dello straniero va intestata al Presidente della Repubblica e presentata alla Prefettura della Provincia di residenza.


Quali documenti sono necessari per la richiesta d’acquisto di cittadinanza?

  • Documenti AUTOCERTIFICABILI
    1. Certificato Generale del Casellario Giudiziale (in bollo);
    2. Certificato di Stato di famiglia (in bollo);
    3. Certificato storico di residenza; se i Comuni di residenza legale sono stati più di uno, va presentato un certificato anagrafico storico per ogni Comune (in bollo);
    4. Copia autenticata dei modelli 740 o 101 del triennio antecedente la domanda oppure certificazione rilasciata dal competente Ufficio delle Imposte Dirette circa le dichiarazioni dei redditi prodotte nel triennio immediatamente antecedente la presentazione della domanda
  • Documenti NON AUTOCERTIFICABILI
    1. richiesta di acquisto della cittadinanza da compilarsi su un modello prestampato reperibile presso la Prefettura competente in relazione al luogo di residenza dell’interessato;
    2. atto di nascita del Paese di origine completo di tutte le generalità; in caso di documentata impossibilità, attestazione rilasciata dalla Autorità Diplomatica o Consolare del Paese di origine, debitamente tradotta e legalizzata, nella quale vanno indicate le generalità (nome, cognome, data e luogo di nascita), nonché la paternità e la maternità del richiedente;
    3. Certificato penale del Paese di origine e dei Paesi in cui si è risieduto (autocertificabile solo dai cittadini comunitari);
    4. Autorizzazione alle competenti autorità del Paese di origine a rilasciare tutte le informazioni sul proprio conto che fossero richieste dalle Autorità Diplomatiche Italiane, da compilare su modello prestampato da ritirarsi presso la Prefettura;
    5. Certificato di svincolo dalla cittadinanza di origine tranne nel caso in cui la propria cittadinanza non si perda automaticamente con l’acquisto volontario di una straniera;
    6. Dichiarazione di rinuncia alla protezione dell’Autorità diplomatico consolare italiana nei confronti dell’Autorità del Paese di origine, da compilare su modello prestampato da ritirarsi in Prefettura (solo per richiedenti la cittadinanza per residenza in Italia).
    7. Certificato di cittadinanza italiana del coniuge in bollo (solo per richiedenti la cittadinanza in seguito a matrimonio).

Dopo la presentazione della domanda, vengono richiesti dall’autorità competente altri documenti quali:

  • Carichi pendenti rilasciati dalla Procura della Repubblica presso la Pretura e il Tribunale competenti per territorio in relazione alla località di residenza dell’interessato;
  • Dati relativi all’ingresso e al soggiorno dell’interessato.
  • Estratto dai registri di matrimonio del Comune italiano presso il quale è stato trascritto il relativo atto (solo per richiedenti la cittadinanza in seguito a matrimonio).

N.B. Il richiedente, per abbreviare l’iter del procedimento, può sempre esibire o inviare per via telematica copia, anche non autenticata, dei certificati in suo possesso!

Come si perde la cittadinanza italiana?
Il cittadino italiano può perdere la cittadinanza:

  1. Automaticamente o per arruolamento volontario nell’esercito di uno Stato straniero o per svolgimento di un incarico pubblico presso uno Stato estero nonostante gli venga espressamente vietato dal Governo italiano; o se durante lo stato di guerra con uno Stato estero, il cittadino abbia prestato servizio militare o svolto un incarico pubblico o abbia acquistato la cittadinanza di quello Stato; o in caso di revoca dell’adozione per fatto imputabile all’adottato a condizione che detenga o acquisti un’altra cittadinanza.
  2. Per rinuncia o l’adottato maggiorenne, a seguito di revoca dell’adozione per fatto imputabile all’adottante, può rinunciare alla cittadinanza italiana sempre che detenga o riacquisti un'altra cittadinanza; o il cittadino italiano, qualora risieda o stabilisca la propria residenza all’estero e se possiede, acquista o riacquista un’altra cittadinanza, può rinunciare alla cittadinanza italiana; o il maggiorenne che ha conseguito la cittadinanza italiana da minorenne a seguito di acquisto o riacquisto della cittadinanza da parte di uno dei genitori, può rinunciarvi alla condizione che detenga un’altra cittadinanza.

N.B. Il minorenne non può mai perdere la cittadinanza italiana, nemmeno se uno dei genitori la perde o riacquista una cittadinanza straniera.

Come si riacquista la cittadinanza italiana?

  1. Automaticamente o dopo un anno dalla data in cui è stata stabilita la residenza nel territorio della Repubblica, salvo che entro lo stesso termine non vi rinunci.
  2. Con domanda o prestando effettivo servizio militare nelle Forze Armate Italiane; o assumendo, o avendo assunto un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato anche all’estero; o presentando, per i residenti all’estero, presso l’Autorità Consolare italiana, una dichiarazione tesa al riacquisto della cittadinanza italiana e stabilendo entro un anno dalla dichiarazione, la propria residenza in Italia; o mediante dichiarazione da parte della cittadina italiana che ha perduto automaticamente la cittadinanza per matrimonio con uno straniero celebrato anteriormente al 1° gennaio 1948.


Quando è necessario effettuare l’accertamento del possesso della cittadinanza italiana?
Se la discendenza di una persona da genitore o avo italiano non risulta nei registri dello stato civile italiano, occorre accertare la discendenza e avere la conferma che gli ascendenti abbiano mantenuto e quindi trasmesso la cittadinanza italiana. Se si tratta di ascendenza materna, la cittadinanza è trasmessa solo per i nati a decorrere dal 1.1.1948. L’autorità competente ad effettuare l’accertamento è determinata in base al luogo di residenza: per i residenti all’estero è l’autorità diplomatico-consolare territorialmente competente; per i residenti in Italia, l’ufficiale di stato civile del Comune di residenza.

Si può mantenere una cittadinanza straniera in contemporanea a quella italiana?
L’acquisto di una cittadinanza straniera non determina la perdita della cittadinanza italiana, ad eccezione che la cittadinanza acquistata sia quella di uno dei seguenti Stati: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia. (La Francia prevede alcune eccezioni per i casi di naturalizzazione agevolata previsti dal II protocollo di Emendamento alla Convenzione di Strasburgo del 24.03.1995).

Le donne sposate con uno straniero perdono la cittadinanza italiana?

  • Le donne sposate prima del 1.1.1948 con stranieri e acquisenti automaticamente la cittadinanza del marito per matrimonio, possono riacquistare la cittadinanza italiana, anche se residenti all’estero, con una semplice dichiarazione.
  • Le donne che abbiano automaticamente acquistato una cittadinanza straniera per matrimonio contratto dopo 1.1.1948, comunque non perdono la cittadinanza italiana per il fatto dell’acquisto automatico della cittadinanza straniera del marito.  

 


PASSAPORTI
Cos’è il passaporto e a quale Ufficio deve rivolgersi il cittadino italiano all’estero per ottenerne il rilascio?
Il passaporto è un documento di viaggio e di identità e riconoscimento. Il suo rilascio/estensione viene effettuato, in Italia, dai Questori e, in casi eccezionali, dagli Ispettori di frontiera per gli italiani all'estero; all'estero dai Rappresentanti diplomatici e consolari.(art.5 Legge 1185) nella cui circoscrizione il cittadino italiano è residente. Per viaggiare nei territori dei Paesi dell'Unione Europea è sufficiente un documento d’identità valido per l'espatrio. E' tuttavia sempre consigliabile avere con sé il passaporto o una carta d'identità.

Qual è la validità territoriale del passaporto?

Il passaporto è valido per tutti i Paesi i cui Governi sono riconosciuti dal Governo italiano. A domanda dell'interessato il passaporto può essere reso valido, mediante l'indicazione delle località di destinazione, per i Paesi i cui Governi non sono riconosciuti (art. 2 della legge1185/67).

Quanto tempo necessita il rilascio di un passaporto?
A vista se il passaporto è stato rilasciato dall’Ambasciata e se non è necessario un complemento dell’istruttoria. Legge 21.11.1967 n.1185 Norma sui passaporti “La domanda di passaporto presentata ad un ufficio ammesso a riceverla ma non competente al rilascio è trasmessa, insieme ad eventuali accertamenti istruttori, all'ufficio competente non oltre cinque giorni dalla presentazione. L'ufficio competente, entro quindici giorni dal ricevimento della domanda, corredata dalla prescritta documentazione, rilascia il passaporto, richiede, ove necessario, il completamento della istruttoria, o rigetta l'istanza, indicando le cause che ostano al rilascio. Ove si renda necessario il completamento dell'istruttoria, il termine di cui sopra, previa comunicazione all'interessato, è prorogato di altri quindici giorni.”

Come si ottiene il RILASCIO del passaporto e quale documentazione occorre?
Per il rilascio del passaporto occorre presentarsi all’Ufficio Passaporti della Rappresentanza Consolare nella cui circoscrizione il cittadino è residente con la seguente documentazione:

  • formulario di Richiesta del Passaporto firmato dall'interessato;
  • carta d'identità o altro documento di riconoscimento;
  • due fotografie recenti (uguali, frontali, a colori formato 24x32 mm);
  • permesso di soggiorno o un giustificativo dell’effettivo domicilio nella Circoscrizione consolare.

N.B. Perché un italiano residente all’estero ottenga il passaporto, è necessario che sia iscritto all’anagrafe consolare.

Può un cittadino italiano all’estero richiedere il rilascio/estensione di validità del passaporto presso una Rappresentanza consolare nella cui circoscrizione non è residente?
Un cittadino italiano all’estero può richiedere il rilascio/estensione del passaporto presso una Rappresentanza consolare in cui non è residente ma in tal caso occorre attendere il “NULLA OSTA e DELEGA” dell'Ufficio (Questura o Rappresentanza consolare) competente per circoscrizione territoriale di residenza.
N.B. Dato che la richiesta del "nulla osta" può implicare termini imprevedibili per la risposta, si consiglia di non lasciare scadere il passaporto il quale, se rilasciato prima del 4 gennaio 2003, può venire esteso anche prima della scadenza.

Qual è la validità temporale di un passaporto?
Secondo la nuova normativa, i passaporti rilasciati a partire dal 4 febbraio 2003 hanno una validità di dieci anni (e non più di cinque come avveniva prima) e non potranno essere rinnovati alla scadenza. I passaporti ordinari con validità di cinque anni rilasciati prima del 4 febbraio e tuttora in corso di validità potranno invece essere estesi, per un periodo complessivamente non superiore a dieci anni a decorrere dalla data del rilascio.

Come si ottiene l’ESTENSIONE del passaporto e quale documentazione occorre?
I passaporti ordinari con validità di cinque anni rilasciati prima del 4 febbraio e tuttora in corso di validità possono essere estesi per un periodo complessivamente non superiore a dieci anni a decorrere dalla data del rilascio.Per l’estensione del passaporto occorre presentarsi all’Ufficio Passaporti della (Circoscrizione) Rappresentanza Consolare nella cui circoscrizione il cittadino è residente con la seguente documentazione:

  • formulario di Richiesta di Estensione del Passaporto firmato dall'interessato;
  • passaporto scaduto;
  • permesso di soggiorno o un giustificativo dell’effettivo domicilio nella Circoscrizione a meno che il cittadino non sia già iscritto in anagrafe consolare.

Può un italiano che non ha assolto gli obblighi di leva ottenere il rilascio del passaporto?
Si. La fattispecie è stata innovata in tal senso dalla Circolare del Ministero della Difesa LEV UDG 64 del 20.10.2000 (seconda edizione).

Può un MINORENNE ottenere il rilascio del passaporto e quale documentazione occorre?
Un minorenne può ottenere un PASSAPORTO INDIVIDUALE sin dalla nascita su domanda firmata da entrambi i genitori.Tuttavia, se minori di anni dieci devono viaggiare in compagnia di uno dei genitori o di un adulto al quale i minori vengono affidati, con apposita dichiarazione, dai genitori.Un minorenne viene solitamente ISCRITTO SUL PASSAPORTO DEI GENITORI, del tutore o di altra persona delegata ad accompagnarli. Dai 10 anni in poi per provvedere all’iscrizione del minore è necessaria l’apposizione di una fotografia.Per l'inclusione del minore sul passaporto di uno o di entrambi i genitori occorre presentarsi all’Ufficio Passaporti con la seguente documentazione:

  • apposita richiesta disponibile presso l’Ufficio (o scaricabile dai diversi siti Internet dei Consolati Italiani) firmata da entrambi i genitori o da uno di essi con atto di assenso dell'altro genitore. L’atto di assenso è una dichiarazione personale che il genitore può sottoscrivere utilizzando l’apposito modulo disponibile presso l'Ufficio Passaporti o redigendo una auto certificazione; all’atto di assenso va sempre allegata una fotocopia del proprio documento di identità;
  • due foto (uguali, frontali, a colori formato 24x32 mm) del minore solo, come abbiamo detto, nel caso in cui abbia compiuto i 10 anni.

N.B. Se il minore è nato all'estero, per iscriverlo sul passaporto dei genitori è necessario presentare il suo atto di nascita, su formulario plurilingue o se del caso tradotto e munito di apostilla al Consolato competente.
N.B. Se il minore è nato all'estero, perché ottenga il passaporto è necessario presentare il suo atto di nascita al Consolato competente per area geografica per la sua trascrizione in Italia. Il certificato, in base alla normativa locale, deve essere presentato o su formulario plurilingue o tradotto e munito di apostilla.

Cosa accade se uno dei genitori si rifiuta di firmare l’atto di assenso per il rilascio del passaporto al figlio minorenne o per l’iscrizione sul passaporto del figlio minorenne?
In tal caso, occorre che il genitore consenziente si presenti all’Ufficio Passaporti munito di una lettera sottoscritta nella quale spiega i motivi per i quali l'altro genitore rifiuta di presentarsi congiuntamente a firmare l'atto di assenso. In tale lettera devono essere presenti l'indirizzo completo ed eventuali numeri di telefono del genitore NON consenziente per facilitare il contatto da parte della Rappresentanza consolare. Nel caso si riscontrasse che le motivazioni del dissenso non siano giustificate, il Console con apposito decreto, può autorizzare il rilascio/estensione del passaporto al minorenne o la sua iscrizione sul passaporto dei genitori.

In quali casi il rilascio/estensione del passaporto è GRATIS?
Il rilascio/estensione del passaporto è gratuito nei seguenti casi:

  • il richiedente è considerato emigrante (cioè espatria esclusivamente a scopo di lavoro manuale o va a raggiungere il coniuge, ascendenti, discendenti, fratelli, zii, nipoti e gli affini negli stessi gradi, già emigrati a scopo di lavoro, o ritorna in paese estero dove sia già precedentemente emigrato) tale disposto normativo si applica solo in favore dei connazionali che possano considerarsi emigranti in virtù dell’art. 10 del T.U. 13.11.1919, n. 2205 (convertito in legge 17.04.1925, n. 473) secondo cui “è considerato emigrante, agli effetti delle leggi e regolamenti sull’emigrazione, ogni cittadino che espatri esclusivamente a scopo di lavoro manuale e per esercitare il piccolo traffico o vada a raggiungere il coniuge, gli ascendenti, fratelli, zii, nipoti e gli affini negli stessi gradi, già emigrati a scopo di lavoro, o ritorni in Paesi esteri ove già precedentemente sia emigrato nelle condizioni previste dal presente articolo”;
  • il richiedente italiano residente all’estero necessita di rimpatrio consolare o rientra per prestare il servizio militare;
  • il richiedente italiano è indigente;
  • il richiedente italiano desidera che la validità del passaporto sia limitata ai Paesi membri dell'Unione Europea (in questo caso occorre pagare solo il libretto);
  • il richiedente italiano è un ministro del culto o un religioso missionario (in questo caso deve essere presentata una dichiarazione del superiore, in carta timbrata, attestando che il richiedente è religioso missionario, con l'indicazione della sua residenza).

In quali casi si può incorrere nel RITIRO del passaporto?
Secondo la normativa vigente, il passaporto può venire ritirato:

  • quando sopravvengono le stesse circostanze che ne avrebbero legittimato il mancato rilascio;
  • quando il titolare del passaporto che si trova all’estero non è in grado di fornire la prova di adempimento degli obblighi alimentari che derivano dalla pronuncia dell’autorità giudiziaria o, in mancanza di questa, dalla richiesta di discendenti minorenni o inabili al lavoro, ascendenti o del coniuge non legalmente separato;
  • quando il titolare del passaporto è un minorenne che svolge all’estero attività immorali, pericolose o nocive per la salute;
  • quando un genitore legittimo di un minore, a tutela di quest’ultimo e per motivi fondati, richiede il diniego dell’espatrio dell’altro coniuge e quindi il conseguente ritiro del passaporto.

Cosa deve fare un cittadino italiano RESIDENTE all’estero se perde il passaporto o ne subisce il furto?
Occorre che il cittadino si presenti all’Ufficio Passaporti del Consolato con la seguente documentazione:

  • denuncia di furto o smarrimento del passaporto effettuato presso la locale competente Autorità di Polizia;
  • documento di riconoscimento valido con fotografia;
  • permesso di soggiorno o un giustificativo dell’effettivo domicilio nella Circoscrizione.

In quali casi viene rilasciato il passaporto collettivo?
A gruppi da cinque a cinquanta persone può essere rilasciato per motivi culturali, religiosi, sportivi, turistici, od altri previsti da accordi internazionali, un passaporto collettivo. Tale passaporto, non rinnovabile, è valido per il solo viaggio all'estero al quale il documento si riferisce, ed è di durata non superiore a quattro mesi. Nel passaporto collettivo, che deve indicare i nominativi dei componenti il gruppo, possono essere iscritti anche i minori, con gli assensi o l'autorizzazione di cui all'articolo 3, lettera a). Non possono esservi iscritti coloro che, secondo le disposizioni della presente legge, non potrebbero ottenere il passaporto ordinario. Il gruppo deve avere un capogruppo munito di passaporto ordinario.Gli altri componenti del gruppo esclusi quelli di età inferiore agli anni quattordici devono essere muniti di documento di identificazione valido a norma di legge. La domanda del passaporto collettivo è presentata dal capogruppo (art.20 della Legge 1185/1967).

 


PATENTI DI GUIDA
Come si devono comportare i cittadini italiani che intendono guidare in Arabia Saudita? Che tipo di patente di guida?
Non vige alcun accordo bilaterale tra l’Italia e l’Arabia Saudita per quanto concerne la conversione della patente di guida. Tuttavia la patente italiana viene convertita in Arabia Saudita, per i possessori di iqama, senza l’obbligo di sostenere esami, sulla base di un semplice attestato dell’Ambasciata che comprovi l’autenticità della patente italiana.La patente convertita non viene ritirata dalle Autorità competenti saudite.L’Arabia Saudita riconosce inoltre la patente internazionale, modello convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968.

In cosa consiste la Patente Internazionale e come si ottiene?
La Patente o Permesso Internazionale è un documento per guidare in tutti i Paesi europei ed in alcuni extra-europei. Viene rilasciata dagli Uffici periferici del Dipartimento dei Trasporti Terrestri. La patente internazionale deve essere sempre accompagnata dalla patente italiana in corso di validità. Scopo della patente internazionale è quello di fornire alle autorità straniere l’esatta interpretazione della patente di guida rilasciata al titolare. Le Convenzioni internazionali attualmente in vigore (Ginevra 19.9.1949 e Vienna dell’8.11.1968, quest’ultima ratificata dall’Italia con la legge 308/1995) hanno introdotto due modelli di patente internazionale. L’Italia rilascia la patente internazionale secondo il modello indicato dalla Convenzione di Vienna 1968 ed è riconosciuta soltanto nei Paesi aderenti alla predetta Convenzione. L’Arabia Saudita riconosce la patente internazionale, modello convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968.

Cosa si intende per “conversione della patente”?
La “conversione della patente” consiste nel rilascio, senza l’obbligo del superamento di esami teorici e pratici, di una patente dello Stato di nuova residenza corrispondente a quella italiana in corso di validità.

È possibile rinnovare la patente di guida italiana in presso i Consolati?
I cittadini italiani regolarmente iscritti presso l’Aire o per i quali è stata avviata la procedura d’iscrizione possono ottenere la conferma della validità della loro patente italiana di categoria A e B, che non sia scaduta da tre anni e non rientrante nei casi previsti all’art. 119, commi 2-bis e 4 del C.d.S..Attenzione! Una volta ristabilita la residenza in Italia, il cittadino italiano dovrà confermare la patente di guida presso l’Ufficio Centrale del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per il luogo di residenza. Le rappresentanze italiane possono indicare a richiesta il nome del medico di fiducia che dovrà preliminarmente redigere una specifica attestazione dopo l’accertamento dei requisiti psichici e fisici.

 


PROCURE - STATO CIVILE
Che cos’è una procura?
La procura è un atto con il quale si dà la facoltà ad un’altra persona di agire in propria vece e rappresentanza ed a compiere gli atti necessari per raggiungere un determinato scopo (es. vendere, acquistare, amministrare, fare donazione, accettare donazione, costituire o sciogliere società, richiedere pubblicazioni di matrimonio, ecc.). Le procure si dividono in due categorie:

  • procure generali: con questi atti l'interessato affida al rappresentante la gestione di tutti i suoi affari, sia presenti sia futuri. La procura generale è rilasciata a tempo indeterminato.
  • procure speciali: con questi atti l'interessato affida al rappresentante la gestione di una parte dei suoi affari.

La procura speciale cessa di avere efficacia nel momento in cui l’incarico particolare per il quale è stata rilasciata si conclude.
Dati e documenti necessari per conferire una procura:

  1. PROCURA GENERALE: un documento di riconoscimento, il proprio codice fiscale, i dati anagrafici e la residenza della persona cui si intende conferire la procura generale. (N.B. Se il richiedente è coniugato, in regime di comunione dei beni, la procura deve essere sottoscritta da entrambi i coniugi).
  2. PROCURA SPECIALE
    1. PROCURA SPECIALE ALLE LITI: si conferisce al proprio avvocato di fiducia per essere rappresentati in giudizio in Italia. Per conferire tale procura occorre presentarsi di persona all’Ufficio Notarile con un documento di riconoscimento, il proprio codice fiscale, i dati anagrafici e la residenza della persona cui si intende conferire la procura speciale alle liti, l’indirizzo dello studio in cui esercita la professione e i dati di riferimento della causa (tribunale competente e tipo di causa).
    2. PROCURA SPECIALE PER L’ACQUISTO O LA VENDITA DI IMMOBILI: per conferire tale procura occorre presentarsi di persona all’Ufficio Notarile con un documento di riconoscimento e il proprio codice fiscale; i dati anagrafici, la residenza, la professione e il codice fiscale della persona cui si intende conferire la procura; codice fiscale dell'interessato ed una dettagliata descrizione dei beni (eventualmente copia dell'estratto catastale)
    3. PROCURA SPECIALE PER VENDITA DI AUTOVETTURE: per conferire tale procura, occorre presentarsi di persona all’Ufficio Notarile con un documento di riconoscimento e il proprio codice fiscale; i dati anagrafici, la residenza, la professione e il codice fiscale italiano del beneficiario della procura; libretto di proprietà dell'autovettura.
    4. PROCURA SPECIALE A RISCUOTERE: per conferire tale procura occorre presentarsi di persona all’Ufficio Notarile con un documento di riconoscimento e il proprio numero di codice fiscale; i dati anagrafici, la residenza, il codice fiscale e la professione del beneficiario della procura ; numero, data di emissione e denominazione dell'Ufficio pagatore, se si tratta di vaglia postale o assegno bancario. (N.B. Nel caso di prelievo di somme da un conto corrente bancario o postale, occorre indicare il nome dell'Istituto bancario o dell'Ufficio postale, il numero del conto o del libretto di deposito e la somma che si intende far prelevare dal conto).
    5. PROCURA SPECIALE PER ACCETTAZIONE DI EREDITA’: per conferire tale procura occorre presentarsi di persona all’Ufficio Notarile con un documento di riconoscimento e il proprio codice fiscale; i dati anagrafici, la residenza, la professione, il codice fiscale italiano della persona cui si intende conferire la procura; nome, cognome, luogo e data di nascita, luogo e data di morte del defunto
    6. PROCURA SPECIALE PER RINUNCIA A EREDITA’: per conferire tale procura occorre presentarsi di persona all’Ufficio Notarile in presenza di due testimoni con un documento di riconoscimento e il proprio codice fiscale; i dati anagrafici del procuratore; la residenza, la professione e il codice fiscale della persona cui si intende conferire la procura; i dati del defunto, comprensivi del luogo e data di nascita e di morte.
    7. PROCURA SPECIALE PER ACCETTARE DONAZIONE: per conferire tale procura occorre presentarsi di persona all’Ufficio Notarile in presenza di due testimoni con un documento di riconoscimento e il proprio numero di codice fiscale; i dati anagrafici, la residenza, la professione e il codice fiscale italiano del mandatario; i dati anagrafici e la residenza della persona che dona; descrizione dettagliata dei beni oggetto della donazione.
    8. PROCURA SPECIALE A DONARE: per conferire tale procura occorre presentarsi di persona all’Ufficio Notarile in presenza di due testimoni con un documento di riconoscimento e il proprio codice fiscale; i dati anagrafici, la residenza, la professione e il codice fiscale del procuratore speciale; la descrizione dettagliata dei beni (con dati catastali dell'immobile) oggetto della donazione; le generalità complete del beneficiario della donazione.
    9. PROCURA SPECIALE PER PUBBLICAZIONI MATRIMONIALI: per conferire tale procura occorre che i futuri sposi si presentino di persona all’Ufficio Notarile con un documento di riconoscimento, il domicilio, la residenza, lo stato civile e la professione di entrambi; i dati anagrafici e la residenza dei due procuratori speciali.


È possibile revocare una procura?
Sì, è possibile. Colui che ha rilasciato una procura può in qualsiasi momento revocarla, a meno che nell’atto non sia stato specificato che la procura è irrevocabile. La revoca, cioè l’annullamento, può riguardare sia una procura rilasciata nel Consolato della circoscrizione presso cui l’interessato è residente, sia rilasciata presso altri Consolati o presso un notaio italiano.Per ottenere la revoca di una procura, l’interessato deve presentarsi all’Ufficio Notarile con una copia della procura che intende revocare o in sua mancanza, con tutti i dati essenziali della medesima (ad esempio : il Consolato o il Notaio che è intervenuto nell’atto, la data del rilascio, il numero di repertorio, i dati personali completi del procuratore). L'interessato deve provvedere per proprio conto a trasmettere la revoca al procuratore revocato ed al notaio italiano presso il quale era depositata la procura revocata.

 

STATO CIVILE
Cos’è l’AIRE? È obbligatorio iscriversi all’AIRE?
L’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) è lo schedario che raccoglie i nominativi dei cittadini italiani trasferiti all'estero e di
quelli che - nati e residenti all'estero - hanno mantenuto la cittadinanza italiana. È obbligatorio per legge iscriversi all’AIRE (vedi sotto).

L’iscrizione all’AIRE comporta la perdita del diritto all’assistenza sanitaria?
No, ma si perde il diritto ad avere un medico di famiglia.

È possibile ottenere certificati di stato civile dagli Uffici consolari italiani?
Sì, ma solo se si è iscritti all’AIRE.

È possibile votare all’estero se non si è iscritti all’AIRE?
No.

Cos’è l’Ufficio di Stato Civile e quali sono le sue funzioni principali?
L’Ufficio di Stato Civile è quell’istituzione che si occupa, come un Comune italiano, delle iscrizioni, annotazioni e tenuta dei Registri di Stato Civile. I Registri di Stato Civile sono quattro: cittadinanza, nascita, matrimonio e morte. Per ognuna di queste materie, l’Ufficio ha anche la competenza di rilasciare certificati dei documenti depositati agli atti dell’ufficio che attestino appunto lo “stato civile” di ciascun individuo. In particolare gli uffici consolari ricevono e trasmettono ai comuni italiani per la trascrizione gli atti emessi dalle Autorità straniere. (N.B. Per quanto riguarda la cittadinanza e le relative normative, consultare il capitolo dedicato specificatamente a questa tematica).

Quali altre funzioni sono di competenza dell’Ufficio di Stato Civile?
Il settore di Stato Civile degli uffici consolari, oltre alla gestione dei quattro registri di Stato Civile, assiste i cittadini residenti nella circoscrizione nell'espletamento delle seguenti pratiche:

  • Redazione del verbale di pubblicazioni di matrimonio e affissione all’albo consolare;
  • Celebrazione del matrimonio consolare, sempre che non vi si oppongano le leggi locali;
  • Trasmissione delle istanze per il cambiamento del nome o del cognome, perché ridicolo o vergognoso, alle prefetture competenti;
  • Ricezione e trasmissione delle sentenze di separazione e di divorzio ai Comuni competenti per la trascrizione.

Quali requisiti occorrono per avere diritto a registrare gli atti di Stato Civile e/o a ottenere i relativi certificati negli Uffici di Stato Civile?
Il cittadino italiano che ha fissato la sua residenza all'estero, per potere registrare nascite, matrimoni e/o decessi (e ottenere i relativi certificati), deve prima iscriversi all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (A.I.R.E.). L'A.I.R.E. è lo schedario che raccoglie i nominativi dei cittadini italiani trasferiti all'estero e di quelli che - nati e residenti all'estero - hanno mantenuto la cittadinanza italiana.
Ogni cittadino italiano può iscriversi gratuitamente presso i Consolati e il suo nome viene conseguentemente registrato presso l’A.I.R.E. del Comune italiano di origine o di ultima residenza prima dell’espatrio.

Cosa occorre fare per iscriversi all’A.I.R.E.?
Per iscriversi all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero il cittadino italiano deve presentarsi entro 90 giorni dal trasferimento nel Paese straniero presso l'Ufficio consolare nella cui circoscrizione è immigrato per presentare la dichiarazione d'immigrazione. Per ottenere l’iscrizione, occorre esibire i seguenti documenti:

  • Carta d’identità o passaporto italiano valido (per i paesi non aderenti all’UE);
  • prova/e della stabile residenza all'estero;
  • documento di riconoscimento.

Il Consolato provvede poi al successivo inoltro al Comune (anche se il cittadino ha già dato comunicazione al suo Comune di residenza prima della partenza, l'iscrizione all'A.I.R.E. non diviene effettiva fino alla conferma da parte del consolato italiano del paese estero di trasferimento e dietro presentazione di idonea documentazione). (N.B. In ogni caso, non è prevista alcuna sanzione né la decadenza della cittadinanza per la mancata iscrizione o per l'iscrizione tardiva).

Perché è importante per un italiano residente all’estero iscriversi all’A.I.R.E.?
L’iscrizione all’A.I.R.E. è molto importante per ottenere certificati anagrafici ed altri documenti e per mantenere i diritti elettorali all’estero.
Inoltre, solo gli iscritti all'AIRE possono godere dei servizi consolari per i quali è richiesta la residenza all'estero e delle agevolazioni burocratico-amministrative.Per agevolare il rilascio dei certificati, è tuttavia necessario avere cura di far pervenire al Comune italiano dove si è iscritti all'AIRE tempestivamente, tramite Consolato, tutte le eventuali variazioni di stato civile (nascite, matrimonio, morti) che si verifichino all'estero, nonché il cambiamento d'indirizzo (quest'ultimo è fondamentale affinché si possa ricevere tempestiva notizia della data di ogni consultazione elettorale).

Come si registra la nascita in Italia del figlio di un cittadino italiano all’estero?
I figli di cittadini entrambi italiani o di almeno uno dei due con cittadinanza italiana, anche se nati all’estero ed eventualmente in possesso di un’altra cittadinanza, sono cittadini italiani. Pertanto la loro nascita deve essere registrata in Italia. Questo anche nel caso in cui il genitore acquisti o riacquisti la cittadinanza in quanto viene trasmessa ai propri figli ancora minorenni e conviventi al momento in cui diviene cittadino. Per effettuare la comunicazione di una nascita, bisogna presentarsi all’Ufficio Consolare con i seguenti documenti:

  • atto di nascita ,emesso dall’Ufficio di Stato Civile competente della circoscrizione, munito di traduzione in italiano, effettuata da un traduttore ufficiale, e legalizzato presso il Ministero degli Esteri straniero (per tutti quei Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell'Aja del ‘61);
  • documentazione comprovante la cittadinanza italiana di almeno uno dei genitori (carta d’identità, passaporto italiano o certificato di cittadinanza italiana)

Come si registra in Italia il matrimonio all’estero di cittadini italiani?
Il matrimonio celebrato all’estero per avere valore in Italia deve essere trascritto in Italia presso il Comune competente. Il cittadino italiano regolarmente iscritto all’AIRE dovrà rivolgersi all’Ufficio consolare per richiedere le pubblicazioni di matrimonio e potrà poi contrarre matrimonio innanzi alle Autorità straniere competenti o presso il consolato, in quest’ultimo caso sempre che non vi si oppongano le leggi locali. Il cittadino italiano residente in Italia dovrà invece rivolgersi al comune di residenza per richiedere le pubblicazioni di matrimonio e potrà poi contrarre matrimonio innanzi alle Autorità straniere. Sarà cura dell’interessato poi presentare al consolato competente l’atto di matrimonio rilasciato dalle Autorità locali, con la relativa traduzione ed eventuale legalizzazione, per il successivo inoltro al comune italiano competente per la trascrizione.

Come si registra in Italia una sentenza di divorzio pronunciata all’estero?
Prima di tutto, bisogna considerare che una sentenza di divorzio pronunciata all’estero non è considerata automaticamente valida in Italia. I documenti che occorrono per la trascrizione sono:

  • la sentenza passata in giudicato (originale o copia autenticata);
  • la traduzione ufficiale della sentenza;
  • la dichiarazione sostitutiva di atto notorio (disponibile presso il Consolato Generale);
  • una fotocopia di tutta la documentazione presentata. Questi documenti debbono essere in copia certificata conforme con bollo autentico del Tribunale, Se i documenti sono validi secondo la legislazione del luogo di emissione, l’Ufficio consolare provvede all’invio dei documenti al Comune italiano per la registrazione della sentenza.

Come si registra in Italia il decesso di un italiano residente all’estero?
La morte di un cittadino italiano avvenuta all’estero deve essere trascritta in Italia. I documenti necessari per registrare il decesso sono:

  • atto di morte emesso dall’Ufficio di Stato Civile competente, debitamente tradotto ed eventualmente legalizzato (nei casi previsti);
  • documentazione relativa alla cittadinanza del defunto: carta d’identità, passaporto italiano o certificato di cittadinanza italiana. Gli atti di morte degli ex cittadini italiani possono essere inviati comunque ai comuni competenti per la annotazione nei registri di stato civile.

Come si registra la nascita in Italia del figlio di un cittadino italiano all’estero?
I figli di cittadini entrambi italiani o di almeno uno dei due con cittadinanza italiana, anche se nati all’estero ed eventualmente in possesso di un’altra cittadinanza, sono cittadini italiani. Pertanto la loro nascita deve essere registrata in Italia. Questo anche nel caso in cui il genitore acquisti o riacquisti la cittadinanza in quanto viene trasmessa ai propri figli ancora minorenni e conviventi al momento in cui diviene cittadino. Per effettuare la comunicazione di una nascita, bisogna presentarsi all’Ufficio Consolare con i seguenti documenti:

  • atto di nascita, emesso dall’Ufficio di Stato Civile competente della circoscrizione, munito di traduzione in italiano, effettuata da un traduttore ufficiale, e legalizzato presso il Ministero degli Esteri straniero (per tutti quei Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell'Aja del ‘61);
  • documentazione comprovante la cittadinanza italiana di almeno uno dei genitori (carta d’identità, passaporto italiano o certificato di cittadinanza italiana)

Come si registra in Italia il matrimonio all’estero di cittadini italiani?
Il matrimonio celebrato all’estero per avere valore in Italia deve essere trascritto in Italia presso il Comune competente. Il cittadino italiano regolarmente iscritto all’AIRE dovrà rivolgersi all’Ufficio consolare per richiedere le pubblicazioni di matrimonio e potrà poi contrarre matrimonio innanzi alle Autorità straniere competenti o presso il consolato, in quest’ultimo caso sempre che non vi si oppongano le leggi locali. Il cittadino italiano residente in Italia dovrà invece rivolgersi al comune di residenza per richiedere le pubblicazioni di matrimonio e potrà poi contrarre matrimonio innanzi alle Autorità straniere. Sarà cura dell’interessato poi presentare al consolato competente l’atto di matrimonio rilasciato dalle Autorità locali, con la relativa traduzione ed eventuale legalizzazione, per il successivo inoltro al comune italiano competente per la trascrizione.

Come si registra in Italia una sentenza di divorzio pronunciata all’estero?

Prima di tutto, bisogna considerare che una sentenza di divorzio pronunciata all’estero non è considerata automaticamente valida in Italia. I documenti che occorrono per la trascrizione sono:

  • la sentenza passata in giudicato (originale o copia autenticata);
  • la traduzione ufficiale della sentenza;
  • la dichiarazione sostitutiva di atto notorio (disponibile presso il Consolato Generale);
  • una fotocopia di tutta la documentazione presentata. Questi documenti debbono essere in copia certificata conforme con bollo autentico del Tribunale, Se i documenti sono validi secondo la legislazione del luogo di emissione, l’Ufficio consolare provvede all’invio dei documenti al Comune italiano per la registrazione della sentenza.

Come si registra in Italia il decesso di un italiano residente all’estero?
La morte di un cittadino italiano avvenuta all’estero deve essere trascritta in Italia. I documenti necessari per registrare il decesso sono:

  • atto di morte emesso dall’Ufficio di Stato Civile competente, debitamente tradotto ed eventualmente legalizzato (nei casi previsti);
  • documentazione relativa alla cittadinanza del defunto: carta d’identità, passaporto italiano o certificato di cittadinanza italiana. Gli atti di morte degli ex cittadini italiani possono essere inviati comunque ai comuni competenti per la annotazione nei registri di stato civile.

N.B. tutti i certificati di stato civile emessi dalle locali autorità dovranno essere presentati in originale e, ove previsto, legalizzati e tradotti in italiano, al fine dell’invio da parte dei consolati ai comuni competenti. Si consiglia vivamente di consultare previamente le pagine web degli uffici consolari o interpellarli telefonicamente al fine di verificare la necessità di eventuali legalizzazioni da apporre sui documenti.

 


STUDIARE IN ITALIA
D.
Come posso iscrivermi ad un corso universitario italiano?
R.
Mi devo presentare presso l'Ambasciata d'Italia a Riad o presso il Consolato Generale di Gedda, che sono gli unici organi deputati ad effettuare le iscrizioni presso la Facoltà prescelte.

D. Quali sono i requisiti per studiare in un’Università italiana?
R. Devo essere in possesso di un regolare titolo di studio di scuola media superiore rilasciato da un istituto scolastico regolarmente riconosciuto in Arabia Saudita o nel Paese in cui si è conseguito.

D. Quali documenti devo presentare all'Ambasciata d'Italia o al Consolato Generale di Gedda per iscrivermi ad una Università Italiana?
R. Devo presentare il titolo finale originale degli studi di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale (oppure un certificato sostitutivo valido a tutti gli effetti di legge) legalizzato dagli organi competenti e corredato da traduzione in italiano, la domanda di prescrizione in originale più duplice copia (secondo il modello A) e di due fotografie (una delle quali deve essere legalizzata dalla Rappresentanza italiana)

D. E’ necessario conoscere la lingua italiana per iscriversi ad un corso di laurea in Italia?
R. Si, è necessario conoscere la lingua italiana in quanto l'ammissione ad una Facoltà italiana è subordinata al superamento di un esame di lingua da sostenere indicativamente i primi giorni del mese di settembre di ogni anno.

D. Dove posso imparare la lingua italiana?
R. E' consigliabile iscriversi a dei corsi intensivi di lingua italiana che si tengono con cadenza mensile o bimestrale presso le Università per stranieri di Siena (www.unistrasi.it) e di Perugia (www.unistrapg.it), iscrizione che deve avvenire sempre e comunque tramite l'Ambasciata d'Italia a Riad o il Consolato generale d'Italia a Gedda.

 



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